L’importanza delle emozioni per la nostra salute

Emozioni, Salute

Ognuno di noi è filogeneticamente programmato per provare emozioni, ovvero per generare risposte fisiche e cognitive agli stimoli esterni.

Le emozioni sono fondamentali per la nostra esistenza: ci informano, infatti, dell’impatto che ha su di noi l’ambiente, indicandoci ciò di cui abbiamo bisogno!

Tra le emozioni primarie ci sono la gioia, la tristezza, la rabbia, la paura, il disgusto e la sorpresa.

Escludendo gli stimoli che generano in maniera universale le stesse emozioni per via di programmi di sopravvivenza presenti nel nostro cervello (pensiamo alla paura in presenza di un predatore), la valutazione degli stimoli esterni da parte del cervello è sempre soggettiva.

Vediamo insieme perché…

Come si generano le emozioni?

Ecco un riassunto di ciò che accade

A partire da uno stimolo sensoriale, in 12 millisecondi si attiva un’area del cervello chiamata amigdala. Si tratta di un’area celebrale che genera una risposta emozionale sulla base degli avvenimenti che essa associa allo stimolo (comunica, infatti, a sua volta con l’ippocampo, deputato al ricordo di avvenimenti biografici).

Attivandosi l’amigdala, giungono una serie di impulsi ad altre aree del cervello, nello specifico all’ipotalamo e al tronco encefalico, che, a seconda dell’emozione, modificano l’attività di organi come il cuore, lo stomaco, l’intestino e delle ghiandole che rilasciano ormoni (quali il cortisolo/dello stress o la serotonina/del benessere).

Dopo circa 25 millisecondi dalla comparsa dello stimolo, la neocorteccia (l’area saggia del cervello) parteciperà poi alla modulazione della risposta corporea, regolandone l’intensità mediante l’elaborazione cognitiva della situazione.

L’amigdala comunica cosa è familiare ai centri percettivi nel cervello. Le nostre memorie emozionali subconsce possono dunque influenzare le nostre percezioni e reazioni emotive, così come i nostri processi di pensiero e comportamenti.

Se ad esempio la rabbia è diventata uno schema familiare in risposta a qualcuno che ci guarda, sarà sollecitata una reazione di rabbia prima che l’area del cervello responsabile di regolare la risposta emotiva in base al contesto (la neocorteccia) ne consideri l’appropriatezza.

Cosa ci succede a livello corporeo?

Le emozioni possono essere misurate oggettivamente dal flusso di sangue, dall’attività cerebrale, dalle espressioni facciali e dalla posizione del corpo.

A seconda dei cambiamenti corporei che avvengono a seguito della valutazione cerebrale dello stimolo potremmo provare un senso di stabilità e tranquillità oppure, in presenza di una minaccia percepita, potremmo sentirci più attivati (iper-arousal) o avvertire impotenza e torpore (ipo-arousal).

Inoltre è stata dimostrata una correlazione tra emozioni e capacità cognitiva: quando sperimentiamo stress vissuti negativi, come rabbia, frustrazione e dispiacere, ciò interferisce sul battito cardiaco e di conseguenza sul fluire delle informazioni attraverso il sistema nervoso.

In particolare ne risentono l’attenzione, la memoria, il ragionamento, la creatività.

Al contrario, quando sperimentiamo più emozioni positive, incrementiamo capacità di attenzione, di ragionamento e di comprensioneintuizionecreatività.

Come possiamo gestire al meglio le nostre emozioni?

Prestare attenzione alla propria risposta neurofisiologica agli stimoli (quindi agli indicatori percepibili come il cambiamento del battito cardiaco, le tensioni muscolari o la sudorazione) può darci informazioni sul nostro stile prevalente di risposta alle fonti ambientali, in particolare se c’è un vissuto che attiviamo con più familiarità e quale reazione corporea lo accompagna (di iperattivazione o di ipoattivazione).

E’ importante cercare infatti di introdurre strategie di regolazione del sistema nervoso (tramite ad esempio la respirazione o la stabilizzazione corporea) al fine di favorire la percezione di maggiore sicurezza e di stabilità.

Regolando la nostra attivazione fisiologica non smetteremo di percepire i cambiamenti di stato fisiologico che l’emozione ci reca, ma avremo la sensazione di esserne maggiormente padroni.

Questo ci aiuterà:

    • a tollerare meglio l’intensità di certe emozioni
    • ad accorgerci quando i nostri vissuti emotivi sono sproporzionati rispetto alla situazione che stiamo vivendo
    • nel caso in cui l’emozione generasse dei bisogni specifici, ad assecondarli con maggiore presenza (ad esempio, nel caso di emozioni negative, potremmo decidere se c’è qualcosa che possa farci sentire meglio in relazione all’ambiente)

La psicoterapia non solo può accompagnare la persona ad apprendere tecniche in grado di promuovere uno stato di maggiore calma e padronanza di sé, ma può anche favorire, attraverso specifici protocolli, l’elaborazione di ricordi che hanno generato nel tempo una disregolazione emotiva, ovvero la difficoltà o l’incapacità di regolare le proprie emozioni.